Storia del Comune

Il nome del comune

Il nome del comune deriva dal celtico VAR= acqua, corso d'acqua, torrente. Significa quindi tre torrenti: Sessera, Ponzone, Scoldo.

Lo stemma e il motto comunale

   "Troncato, al primo di rosso al delfino al naturale, sormontato da una stella d' argento; nel secondo d' azzurro al monte di verde" 

(Decreto presidenziale 6 ottobre 1953).

Lo stemma comunale venne concesso il 6 ottobre 1953 a seguito di una richiesta fatta pervenire direttamente al Presidente della Repubblica in persona: il sindaco chiedeva la concessione di uno stemma e di un gonfalone.  

Pertanto il nostro comune in provincia di Vercelli riceveva uno stemma e un gonfalone così descritti:  

   - stemma: troncato, al primo di rosso al delfino al naturale, sormontato da una stella d' argento; nel secondo d' azzurro al monte di verde

-gonfalone: drappo partito di rosso e di azzurro riccamente ornato di ricami d' argento e caricato dello stemma sopradescritto con l' iscrizione centrata in argento: "Comune di Trivero". Le parti in metallo e i cordoni saranno argentatri. L' asta verticale sarà ricoperta di velluto dai colori rosso e azzurro, alternati con bullette argentate poste a spirale. Nella freccia sarà rappresentato lo stemma del comune e sul gambo inciso il nome. Cravatta e nastri colorati dai colori nazionali frangiati di argento.  

           Origine del nome del Comune

In un dipoma del X secolo Trivero era detto "Treveres" o "Triverium Bugellensium", nome che sanciva la dipendenza da Biella. Non si conosce la derivazione del toponimo.

Epoca di fondazione e primi nuclei abitativi

Anticamente abitata dai Liguri, nel Medioevo Trivero apparteneva ai vescovi- conti di Vercelli. Viene citato in alcuni diplomi del X-XI secolo come bene della Chiesa di Vercelli, e tale rimase fino al XIV secolo.

Abitanti a inizio secolo

Gli abitanti a inizio secolo, come pervenuto dal censimento del 1901 erano 4.763

Superficie in KM2 e altitudine s.l.m.

La superficie è di 29,88 Km2, mentre l' altitudine è di 688 m. s.l.m.

Le frazioni del Comune

Le frazioni presenti nel nostro comune sono: Barbato, Barbero, Botto, Brughiera, Bulliana, Castello, Cereie, Dosso, Ferla, Ferrero, Fila, Giardino, Gioia, Grillero, Guala, Lora, Marone, Mazza, Mazzucco, Molino, Oro, Piana, Polto, Ponzone, Pramorisio, Pratrivero, Rivarolo, Ronco, Rondò, Roveglio, Sant' Antonio, Sella, Vaudano, Vico, Villaggio Residenziale, Zegna, Zoccolo.

Gli avvenimenti storici più significativi

Donato dagli Imperatori del Sacro Romano Impero ai vescovi di Vercelli, questi continuarono a investire del feudo la famiglia Bolgaro. Nel XIII sec., i Signori di Trivero, non riconoscendo l' autorità dei vescovi, consegnarono il feudo al comune di Vercelli, che nel 1313 lo diede in pegno al suo vescovo Umberto Avogadro di Valdengo.

Nel corso del XIV sec., Trivero conobbe il suo episodio storico più significativo: l' arrivo nella vicina Valsesia dell' eresiarca Fra Dolcino e dei suoi seguaci, che per un anno s' arroccarono sul Monte Rubello difendendosi dall' assedio delle truppe capitanate dal vescovo Raniero Avogadro di Pezzana, console di Vercelli. Trivero e i paesi vicini subirono mesi di violenze e scorrerie da parte degli assedianti disperati e privi di mezzi, fino a quando il 23 marzo 1307, dopo un lungo assedio, si scatenò la battaglia finale: Dolcino, la sua compagna Margherita e il luogotenente Longino Cattaneo vennero catturati e condannati al rogo.

Passata Vercelli sotto i Visconti, anche Trivero subì la stessa sorte dal 1351 al 1373. I Bolgaro però non avevano mai rinunciato ai loro diritti e impadirono alla comunità di eleggere i consoli e gli altri ufficiali esigendo dazi e gabelle.

Nel 1379 si sottomise, come gli altri territori biellesi, al conte Amedeo VI di Savoia; l' ingombrante presenza dei Bolgaro permaneva, nonostante la dura resistenza dei locali e la lunghissima lite culminò in una rivolta contro i feudatari.

Trivero si consegnò al duca di Savoia (1403), poi Carlo Emanuele I infeudò Trivero con il Mortigliengo a Giovanni Wilcardel, signore di Fleury, che divenne Marchese di Mortigliengo e Trivero il 3 marzo 1619. Ricondotto ai Savoia, venne venduto ai Delfino di Cuneo con titolo comitale nel 1722, poi donato a Domenico Della Chiesa, Conte di Cervignasco, nel 1797.             L' anno dopo gli uomini di Trivero piantavano l' albero della Libertàe, con la Restaurazione, il territorio tornò ai Savoia

Personaggi illustri

  • BONACCIO GIOVANNI: notaio; nel 1308 scrisse un supplemento alla storia di Fra Dolcino.
  • CERINO ZEGNA ANTONIO (1854-1918): benefattore e pioniere dell' industria laniera. Fu sindaco a Trivero dal 1914 al 1917. Commendatore, Grand' Ufficiale della Corona, consigliere provinciale del Mandamento di Mosso, consigliere della Camera di Commercio di Torino. Fondò una decina di enti benefici in tutto il Biellese, e a Trivero edificò l' istituto " Cerino Zegna", che per settant' anni ospitò l' asilo e le scuole elementari retti dalle Suore Salesiane.
  • GILETTI ANSELMO ( 1857-1927): diede un grande impulso all' industria laniera della valle del Ponzone, praticamente "creando" intorno al proprio stabilimento l' attuale paese che porta il nome del torrente che lo attraversa.
  • GILETTI ORESTE ( 1890-1958): figlio di Anselmo, continuò l' opera del padre nel lavoro e nelle opere filantropiche. Ottenne il diploma Benemerenza di prima classe e la medaglia d' oro per le sue elargizioni a favore dell' istruzione infantile e primaria. All' interno del lanificio di famiglia istituì una scuola di avviamento e perfezionamento al lavoro per gli operai e i loro figli.
  • ZEGNA ERMENEGILDO ( 1892-1966): nel 1911, con i fratelli, fondò un lanificio a Trivero e nel giro di quarant' anni il marchio "Zegna" è diventato famoso in tutto il mondo per i tessuti di alta qualità. Il suo nome è altresì legato alla costruzione della "Panoramica Zegna", una strada che collega Trivero con la Valle Cervo e che, idealmente, arriva fino ad Andrate. Con il progettoi di valorizzazione ambientale "Oasi Zegna", i discendenti proseguono il suo lavoro di tutela di un vasto territorio montano del Biellese orientale. Ebbe a cuore il benessere delle maestranze e della popolazione triverese tutta: istituì una scuola di avviamento professionale, edificò un presidio ospedaliero, una piscina coperta, il centro sciistico di Bielmonte, un centro sociale, ricreativo e commerciale che porta il suo nome. Nominato Cavaliere del lavoro a 43 anni, nel 1941 fu creato Conte di Monterubello.
  • ZEGNA FRANCESCO ANTONIO: aiutante di Camera del Principe di Carignano (1670).
  • ZEGNA GIO. GIACOMO: Procuratore collegiato nel Senato di Torino (1687).
  • ZEGNA LEONE BATTISTA: medico famoso, nel 1613 venne ammesso al Collegio dei folosofi e medici dell' Università di Torino.