Luoghi di interesse

SANTUARIO DELLA BRUGHIERA

La sua edificazione si collega a una vicenda miracolosa avvenuta nel '500, quando la Vergine apparve a una pastorella muta che così recuperò la parola. Divenuto meta di pellegrinaggio, il suolo venne ben presto spianato per accogliere i fedeli e per favorire la costruzione di una cappella in onore della Madonna.

L' evento storico più eclatante è senz' altro quello relativo alla "battaglia" del 25 marzo 1643, quando due processioni -provenienti l' una dal Triverese e l' altra da Mosso- si scontrarono e ne nacque una rissa con sassate e archibugiate poichè entrambi i comuni si contendevano la proprietà del santuario. Si racconta che mentre infuriava la lotta apparve nel cielo la Vergine, che raccolse nelle sue mani le palle dei fucili così che nessuno na restasse offeso. Un grande quadro ancor oggi conservato nella chiesa grande ricorda quella cruenta vicenda: è la famosa " tela delle sparate", dipinta sul finire del sec. XVII forse da Pietro Lace.

La chiesa più piccola certamente risale al XVI sec., mentre il portico è stato aggiunto nel '700. Qui probabilmente venivano ospitati gli appestati durante le epidemie e qui venivano accolti i dipinti votivi donati dai fedeli al santuario. L' altare in marmo, a forma di urna e finemente intarsiato, risale alla metà del XVIII sec. Qui, in una nicchia, è custodita la settecentesca statua lignea della Madonna.

La seconda chiesa fu probabilmente costruita a seguito dell' episodio delle "sparate", nel XVII sec. Sull' altare maggiore spicca una pregiata icona lignea e, al centro, una natività di gran pregio, l' "Adorazione dei pastori" del pittore cremasco Gian Giacomo Barbelli, uno dei più interessanti dipinti seicenteschi conservati nel Biellese. E' uno dei rari notturni del pittore, che in questa occasione si rifà alla consolidata tradizione cremonese per le sperimentazioni luministiche.

E' di fine seicento il pulpito a pannelli intagliati ( di fattura valsesiana), ora smontato e conservato nella sacrestia insieme ad altri arredi sacri.

Un piccolo campanile completa l' edificio, cui furono aggiunte delle camere per i pellegrini e l' abitazione dell' eremita cui spettava la custodia del santuario.

Nel 1824 vennero erette le cappelle della Via Crucis lungo il sentiero che dalla parrocchia di Bulliana conduceva alla Brughiera. Dipinte dal pittore Avondo di Varallo l' anno successivo, vennero poi ritoccate da Antonio Ciancia nel 1879.

ORATORIO DI SAN BERNARDO

Costruito sul Monte Rubello ( m 1450s.l.m.), non ha grandi pregi architettonici o artistici bensì un' importante valenza storica: testimonia l' impegno preso dalle genti del luogo nel ricordare la sconfitta dei seguaci di Fra Dolcino ad opera delle truppe capitanate dal vescovo di Vercelli ( 23 marzo 1307). Si racconta che quello stesso anno la costruzione venne innalzata in appena cinquanta ore, usando alla bisogna anche i resti delle fortificazioni ribelli.

Il santuario vero e proprio venne costruito nel 1839: attorno al fabbricato principale si creò un vasto portico, mentre sopra la chiesa si realizzarono alloggi per ospitare i fedeli. Nel tempo vennero apportate modifiche e rifacimenti e proprio durante  i lavori del 1936 vennero ritrovate punte di lance, resti di picche e ramponi da ghiaccio d' epoca dulciniana, reperti oggi conservati presso il Museo Civico di Biella.

Un' aura leggendaria aleggia su questo luogo: si racconta infatti che esista una grotta ( la "tana del Diavolo") dov' è custodito il tesoro dei Dolciniani e che il rosseggiare del tramonto sulla facciata del santuario sia il riflesso delle fiamme infernali, quando la sera il diavolo esce dagli inferi accusando S. Bernardo della sconfitta subita.

CHIESA MATRICE DI TRIVERO

Dedicato ai SS. Quirico e Giulitta, l' edificio originario andò distrutto in epoca dolciniana; venne ricostruito nel sec. XV, modificato e ampliato nel corso del Seicento e del Settecento. Le pregevoli sculture sono di scuola valsesiana: tra le tavole di maggior pregio spiccano quelle di Giovan Battista Giovenone del 1546 e 1548.

OBELISCO A FRA DOLCINO

Venne inaugurato l' 11 agosto 1907 sulla cima del Monte Massaro, fortemente voluto dal movimento operaio locale e dai socialisti che videro in Dolcino un antesignano della rivoluzione. Abbattuto dai fascisti nel 1927, una copia più modesta venne eretta nello stesso luogo nel 1974: tra i promotori Dario Fo, che riportò la vicenda dell' eretico nel suo "Mistero Buffo".